Il torneo appena concluso ha visto la conferma della competitività azzurra, l’inaspettato fallimento dell’Inghilterra, un Galles in crescendo ma ultimo in classifica (disastro nelle prime due giornate, belle prestazioni successive); Irlanda capace di conquistare la Triple Crown chiudendo seconda dopo un inizio difficile, Francia bella e vincente; ed una Scozia che si conferma scheggia impazzita, capace di perdere a Roma e poi ribaltare tutti i pronostici contro la Francia. Ripercorriamo le tappe del Sei Nazioni 2026.
Prima giornata
Francia – Irlanda 36-14
La prima giornata di torneo è contraddistinta da un’epidemia di infortuni che ha colpito tutte le nazionali partecipanti. Costretti a dare forfait più di 40 potenziali titolari ma lo spettacolo non manca. Nella prima partita ammiriamo una Francia mostruosa, una macchina perfetta che chiude la partita contro l’Irlanda già nel primo tempo. I transalpini sembrano danzare sulla loro musica. I maestri d’orchestra sono Dupont e Jalibert, il solista è Bielle-Biarrey ma è tutta la squadra a suonare una melodia sublime (tanto è vero che sarà nominato player of the match il seconda linea Guillard). C’è solo un pericolo per la squadra d’oltralpe: la presunzione. Così, nel secondo tempo, una partita già finita rischia di essere rimessa in discussione da un’Irlanda per niente brillante e portata avanti solo dall’orgoglio; che si porta a -15 e segna la meta del possibile -8, annullata per un in avanti. Chiude definitivamente la partita Attissogbe allo scadere.
Italia – Scozia 18-15
Vittoria epica degli azzurri sotto il diluvio di Roma. Siamo dominanti in touche e mischia (Ferrari player of the match), rocciosi in difesa e cinici in attacco nel colpire al momento giusto. La prima meta è propiziata da un grubber di Brex per Lynagh che controlla in tuffo il pallone scivolando sul terreno bagnato oltre la linea. La seconda inizia con una contesa aerea coraggiosa dello stesso Lynagh; nel proseguimento capitan Lamaro offre un passaggio perfetto per l’accorrente Menoncello che non si lascia sfuggire l’occasione. Garbisi, quasi impeccabile dalla piazzola, ripara a due drop fuori misura. Il prevedibile ritorno scozzese (mete di Dempsey e Horn) non ci fa mai perdere lucidità e fiducia. Così l’arrembaggio finale dei nostri avversari (capaci di quasi 30 fasi consecutive) ci trova determinati e disciplinati in trincea; riusciamo a tenerli alti in maul intrappolando la palla. Il trofeo Massimo Cuttitta 2026 (dedicato all’indimenticato azzurro e allenatore della mischia scozzese) è nostro.
Aggiungo un altro motivo per cui gioire in questo weekend. Il giovane under 18 dei Briganti Rugby Librino, Souleymane Koné (ragazzo ivoriano arrivato nel 2024 a Lampedusa dopo un viaggio estenuante), grazie alla Federazione siciliana (Orazio Arancio) e nazionale, ha coronato il suo sogno di incontrare il suo idolo Tommaso Menoncello, e con lui tutta la squadra azzurra. Un momento davvero speciale. Abbiamo sentito parlare delle sue doti umane, fisiche e tecniche e del suo amore per il rugby. Speriamo che possa farsi strada.
Inghilterra – Galles 48-7
Partita senza storia. Grande differenza di cilindrata in questo match. E quando c’è questo gap la prima cosa a saltare è la disciplina. Competere è già difficile oggi per i dragoni; se poi arrivano i cartellini gialli in quantità diventa impossibile.
Seconda giornata
Irlanda – Italia 20-13
L’Italia si conferma all’altezza anche a Dublino. Porta a casa un prezioso punto di bonus difensivo ed esce sconfitta, ma con tanto rammarico. Quando si perde in Irlanda, dopo aver chiuso in vantaggio il 1° tempo, solo per piccoli dettagli ed episodi sfavorevoli (meta di Lynagh annullata per un leggero in avanti sul passaggio di Menoncello; Ioane intercettato da Lowe sul più bello, quando stavamo avanzando in cerca del pareggio) vuol dire che l’Italia è diventata una realtà solida capace di competere ovunque e con chiunque.
Scozia – Inghilterra 31-20
Seguo il 6 Nazioni da 26 anni e, a parte il pathos per la nostra Italia, è la Calcutta Cup che mi appassiona maggiormente. Questa partita si arricchisce di motivazioni che vanno oltre lo sport e ci regala emozioni e sorprese. L’esito, a prescindere da bookmakers, ranking e classifiche, non è mai scontato; come mai scontata è la Scozia, squadra matta come la sua apertura Finn Russell, capace di magie imprevedibili e di sciocchezze improvvise. Il n° 10 prende per mano gli highlanders propiziando la prima meta con uno schiaffetto al pallone per eludere il placcaggio inglese, regalando a Huw Jones una caramella che va solo portata oltre la linea. Nella terza meta un suo calcetto prende una traiettoria perfida che inganna Genge, White ne approfitta abilmente. Nel mezzo le mete di Ritchie e di Ford che fissano il risultato sul 24-14 all’intervallo. Il doppio giallo ad Arundell rende le cose ancor più difficili agli inglesi che, seppur dominanti in mischia, non riescono a ribaltarla. Complice l’intercetto di Fegurson sul drop di Ford per la meta di Huw Jones. Dal possibile 24-16 al 31-13. È la mazzata definitiva. La meta di Earl nel finale ridimensiona la portata di una sconfitta che fa molto male agli ospiti.
Galles – Francia 12-54
Francia di un altro livello. Partita senza storia.
Terza giornata
Inghilterra – Irlanda 21-42
Un’Irlanda carica a molla entra in campo con le idee molto chiare, corre a doppia velocità ed espugna Twickenam con una prestazione da urlo. Collettiva certo; ma con un Gibson-Park in stato di grazia che segna le prime due mete (più una annullata), propizia la terza col passaggio a Balaucoune e detta ritmi furibondi all’attacco irlandese, che non soffre più di tanto l’uscita anzitempo di Lowe, infortunato a inizio partita e sostituito brillantemente da O’Brien. Inghilterra stordita, senza idee, indisciplinata (2 gialli anche oggi).
Galles – Scozia 23-26
Partita inaspettata, splendida, combattuta. Quel Galles che finora è sembrato nettamente inferiore alla forza media del torneo, ritrova il cuore dei tempi andati, entra in campo furente e mette in serissima difficoltà una Scozia un po’ leggera e forse troppo sicura della vittoria. I dragoni chiudono il primo tempo in vantaggio 15-5 grazie alle mete di Carre e Adams e ai piazzati di Costelow (per gli ospiti Steyn), un risultato contro ogni previsione. Ma la Scozia diverte proprio perché imprevedibile. Nel secondo tempo gli highlanders entrano in campo con un piglio diverso. Macinano gioco, terreno, punti. Talvolta vengono presi dalla foga e dalla frenesia perdendo molti palloni in avanti o per i tenuti avversari. Ma ci pensa Finn Russell a dettare i tempi giusti e inventare soluzioni. Prima segna la meta fintando un passaggio, poi dà il via ad un’azione probabilmente studiata in allenamento; dopo il piazzato gallese ad opera di Evans, alla ripresa del gioco, calcia lunghissimo, Darcy Graham si è già proiettato come un razzo a ridosso dei 22 metri gallesi, conquista il rimbalzo e realizza. Meta del sorpasso di Turner, trasformata da Russell.
Francia – Italia 33-8
Italia in partita fino al giallo (per in avanti volontario) a Lynagh a 10 minuti dalla fine. Handicap di giornata la touche, che ci penalizza tantissimo. Peccato. Perché, pur con tanti errori, eravamo stati solidissimi in difesa e avevamo messo parecchi dubbi alla macchina pressoché perfetta dei transalpini. Meta azzurra propiziata da Menoncello con una propulsione delle sue; i francesi, pressati, perdono di vista l’ovale, raccolto da Capuozzo che schiaccia.
Quarta giornata
Irlanda – Galles 27-17
Chi si aspettava una vittoria facile dei padroni di casa è rimasto sorpreso dalla prestazione veemente dei gallesi. Che, se non ancora nei risultati, hanno ritrovato il loro “fighting spirit” ribattendo colpo su colpo e regalandoci la scena a mio avviso più iconica del torneo. A fine primo tempo il pilone gallese Rhys Carré, 136 kg, si libera con una manata dell’”ostacolo” Balouncoune e va in meta con un’espressione facciale simile a quella di un bimbo rubicondo che porta con sé una ghiotta merendina da non dividere con nessuno.
Scozia – Francia 50-40
Una Scozia immensa ha la meglio su una Francia al di sotto dei suoi standard. Lo stesso Dupont, solitamente impeccabile, propizia una meta scozzese, con un passaggio sporcato dal placcaggio di White e intercettato da Steyn. Da Russell ai realizzatori Steyn e Graham a Schoeman (autore di una meta e furioso lottatore in mischia), difficile individuare il più bravo tra gli Highlanders (viene votato Graham player of the match). Rimesso in discussione l’esito del torneo che appariva scontato fino ad oggi.
Italia – Inghilterra 23-18
Un altro scalpo importante per gli azzurri. Battuta l’Inghilterra per la prima volta nella storia di questo sport. È stata una partita molto bloccata e non bellissima. Stanchezza palpabile in entrambe le compagini. Per noi touche performante ma grosse difficoltà in mischia e nel gioco aereo. Eppure resistiamo. Con Garbisi, oggi 100% al piede, ci portiamo sul 3-0, gli inglesi vanno in meta con Freeman e rispondiamo con Menoncello ( la più bella performance del torneo) che raccoglie un passaggio di Alessandro Garbisi (studiato in allenamento, spiegheranno a fine partita) e va in meta cogliendo di sorpresa la linea difensiva avversaria. A tempo scaduto siamo ingenui e, invece di buttare la palla fuori e chiudere la frazione in vantaggio, ci facciamo rubare palla a centrocampo; nell’azione seguente c’è la meta di Roebuck trasformata da Smith per il controsorpasso. Nel 2° tempo 3 gialli (uno all’Italia e 2 all’Inghilterra) e piazzati da una parte e dall’altra; restiamo attaccati al match fino all’azione travolgente di Menoncello, che demolisce il difendente, mantiene l’equilibrio nella corsa e passa l’ovale a Marin per la meta del definitivo sorpasso.
Quinta giornata
Irlanda-Scozia 43-21
Primi venti minuti giocati ad una velocità supersonica, 4 mete complessive (3 irlandesi ed 1 scozzese) e nessuna scelta di piazzamento da 3 punti. Del resto siamo all’ultima chiamata. E le residue speranze di vincere il torneo passano anche per il bonus offensivo. Partita combattutissima fino al 70’, quando due segnature irlandesi mettono fine ai giochi.
Galles-Italia 31-17
Primo tempo shock per gli azzurri, oggi siamo inferiori in tutto: nella forza delle collisioni, nei tempi ed efficacia dei placcaggi, nella lucidità delle scelte. Galles furente, probabilmente ci aveva nel mirino da tanto tempo, con l’obiettivo di cancellare lo zero nella casella vittorie. Da parte nostra tutto va storto. Due mete non concesse per un soffio, Garbisi imperfetto al piede, difficoltà in ogni fase di gioco. Un po’ meglio la ripresa, quando però la partita era già andata. Peccato.
Francia-Inghilterra 48-46
Nelle previsioni doveva essere la finale del torneo e, come intensità, lo è stata. Ci si aspettava che entrambe le squadre arrivassero a competere per la vittoria finale ma l’Inghilterra si è persa per strada. Nell’ultima partita, però, ritrova certezze nei punti fermi che la caratterizzano (soprattutto efficacia e incisività nei punti di incontro ma anche quella velocità di pensiero e di esecuzione che le erano mancate ultimamente). Ribatte colpo su colpo (con Freeman e Murley) alle 2 mete fotocopia francesi (autore Bielle-Biarrey, abile a raccogliere i calci di Ramos prima e Jalibert poi). Chessum opera il sorpasso finalizzando i pick and go e Finn Smith piazza per il + 10. A fine primo tempo scorrettezza inglese in maul punita con meta di punizione e un giallo a Genge che si rivela sanguinoso. Infatti, a inizio 2° tempo la Francia parte forte e ancora Bielle-Biarrey va in meta raccogliendo un passaggio delizioso di Dupont. Poco dopo è Attissogbe a segnare. Partita finita? Neanche per idea. Chessum intercetta il pallone dell’attacco francese e fa una lunga corsa in meta. Dopo ci pensa il subentrato Marcus Smith ad andare oltre la linea. L’Inghilterra torna avanti. Ma ancora Bielle-Barrey, lanciato con calcio lungo di Dupont, resiste ad un intervento scorretto e riporta avanti la Francia. Sembra incredibile ma le emozioni non sono ancora finite. Giallo a Bamba e Freeman trova ancora la forza di segnare. Dopo la trasformazione di Marcus Smith ancora un controsorpasso inglese, con i padroni di casa in inferiorità numerica fino alla fine. A questo punto sembra finita ma un fallo inglese regala l’ultima opportunità. La posizione non è facile ma oggi Ramos ha il 100% dalla piazzola e non fallisce. Trionfo francese in una partita che resterà nella memoria di tutti.
