Ciccio, oggi partiamo da quella che per me è stata la più bella partita finora vista, Scozia-Francia. Ti aspettavi una Scozia così?
Sì e no. Quando la Scozia è passata avanti 7-0 e la Francia in pochi minuti ha ribaltato tutto con un tremendo uno-due portandosi sul 14-7, lo ammetto: ho pensato che stesse per iniziare una delle solite cavalcate francesi. Quelle partite in cui accelerano e non li prendi più. E invece la Scozia ha fatto qualcosa di molto più impressionante: ha reagito da squadra vera. Non solo ha rimesso la partita in piedi, ma ha iniziato a macinare gioco fino a portarsi addirittura sul 47-14. La Francia poi è rientrata un po’ nel finale, ma senza mai dare davvero l’impressione di poter riaprire la partita. La vittoria scozzese non è mai stata realmente in discussione. Ed è questo che sorprende di più: non solo hanno battuto la Francia, per lunghi tratti l’hanno dominata.
Ma secondo te, rispetto a quanto visto finora, ha fatto un passo avanti la Scozia o uno indietro la Francia?
Direi nettamente avanti la Scozia. Perché una cosa è restare agganciati alla Francia, un’altra è portarsi sul 47-14 e poi gestire il ritorno francese senza mai perdere davvero il controllo della partita. La Francia resta una squadra fortissima e nel finale ha dimostrato di avere qualità e orgoglio per rientrare un po’, ma quella partita per lunghi tratti l’ha comandata la Scozia. E quando riesci a imporre il tuo ritmo contro una squadra così, significa che hai fatto un salto di livello vero.
La birra che stiamo bevendo oggi mi sembra bella (buona) quanto la partita di sabato. Che mi stai facendo bere?
Ti sto facendo bere una Keller del birrificio Muttnik. Dorata, leggermente velata, con una schiuma compatta che resta lì a lungo. Al naso è pulita e molto “tedesca”: pane fresco, un leggero biscottato e un tocco erbaceo dei luppoli. Al sorso è equilibratissima: il malto dà rotondità, il luppolo entra più deciso e lascia un amaro elegante e persistente. È una birra che sembra semplice, ma ha grande personalità. Un po’ come certe partite ben giocate: niente effetti speciali, ma tutto fatto nel modo giusto.
Venerdì, in campo Irlanda e Galles, ha invece visto la quindicesima sconfitta consecutiva dei gallesi. Gli irlandesi hanno vinto senza dominare. Anche in questo caso, un passo indietro dei verdi o uno in avanti dei rossi?
Direi entrambe le cose. L’Irlanda non è stata brillante come in altre occasioni, ma ha comunque fatto quello che fanno le squadre mature: vincere anche quando la partita non è perfetta. Il Galles invece ha mostrato segnali di orgoglio. Non basta per cambiare la classifica, ma almeno la squadra sembra aver ritrovato un po’ di spirito.
E adesso finiamo con il dolce. Dopo 35 anni e 32 sconfitte, l’Italia ha battuto l’Inghilterra. Siamo finalmente diventati grandi?
È una vittoria che pesa, soprattutto dal punto di vista mentale. Battere l’Inghilterra dopo così tanto tempo toglie un peso che stava lì da anni. Però diventare grandi significa farlo con continuità. Questa vittoria è un segnale fortissimo, ma la maturità di una squadra si vede quando riesce a ripetersi.
Ciccio, parliamo di futuro: la classifica dice Francia e Scozia a 15 punti ma con i francesi con una differenza punti nettamente migliore, un punto sotto l’Irlanda. L’Italia quarta con 9 punti. E tra una settimana si giocano Irlanda-Scozia, Francia-Inghilterra, Galles-Italia. Dammi la classifica finale del Sei Nazioni.
La Francia resta la favorita: ha qualità, profondità e una differenza punti che pesa. Se non si complica la vita da sola, il torneo è nelle sue mani. La Scozia può giocarsi molto nello scontro diretto con l’Irlanda. E ti dirò: se dovesse vincere il torneo non sarebbe una cattiva notizia. Anzi, credo che saremmo in parecchi a stappare una buona birra per festeggiarla. L’Irlanda resterà lì, solidissima, a ridosso delle prime due. L’Italia può chiudere quarta, che sarebbe un risultato coerente con la crescita vista quest’anno. Dietro, purtroppo per loro, il Galles sembra destinato a chiudere ancora in fondo.

