6 Nazioni femminile 2026 – L’Italia chiude quarta

Cardiff, 17 maggio 2026. Le ragazze azzurre, in festa per la vittoria esterna (+ bonus) contro il Galles,  indossano una maschera con la foto di Valeria Fedrighi e la omaggiano gridando il suo nome (la seconda linea di Tolosa ha annunciato il suo ritiro dai campi da rugby). È un momento molto toccante, dimostrazione di un clima simbiotico esemplare che caratterizza lo spogliatoio azzurro. La vittoria di Cardiff è una dimostrazione di forza non indifferente (24-43 frutto di 7 mete e 4 trasformazioni) ma è solo la ciliegina sulla torta di un torneo iniziato male (due brucianti sconfitte in Irlanda e in casa contro la Francia) ma proseguito con incoraggiante solidità. Nella vittoria casalinga contro la Scozia per 41-14 abbiamo visto una rabbia agonistica impressionante e senza pause; nemmeno dopo i due gialli a Madia e Giordano, che hanno ridotto la squadra in doppia inferiorità numerica. Poi abbiamo ospitato l’Inghilterra e nessuno poteva immaginare un esito a sorpresa. Ma siamo state capaci di guadagnare il bonus offensivo segnando ben 33 punti (il più alto score di sempre contro le inglesi; finale 33-61). Infine eccoci in Galles a vincere nettamente nonostante l’opposizione coraggiosa delle gallesi. Ripercorriamo con qualche dettaglio in più quest’ultima impresa. Iniziamo molto bene marcando al 3° minuto con Ostuni Minuzzi, agile nel trovare un varco nella difesa avversaria. L’azione è costruita dalla mischia con una serie di pick and go, poi allargata a destra coi passaggi precisi di Granzotto e Madia per l’accorrente ala del Valsugana. Il Galles reagisce e al 9° va in meta con uno splendido gesto tecnico di Keight, che si libera con una veronica e va a schiacciare. Le padrone di casa ci credono e pressano. Ma Sgorbini intercetta col piede un calcetto avversario, l’ovale finisce nelle mani di Granzotto che, velocissima, percorre 50 metri fino alla meta. Il Galles del 1° tempo riesce a ribattere colpo su colpo e al 24° minuto pareggia con la meta di Cox. Il centro gallese sembra perdere l’ovale in avanti proprio sul più bello ma, secondo il TMO, il pallone resta in contatto con la mano. La reazione azzurra è veemente e, dopo appena 2 minuti, porta alla meta di Alyssa D’Incà: scatto di Sillari, passaggio perfetto per la nostra trequarti, che potrebbe servire una compagna ma preferisce la soluzione personale, disorientando  l’avversaria e andando oltre la linea. Il Galles reagisce ancora; meta in drive di Jones (trasformata) e sorpasso. Il 2° tempo è senza storia, l’Italia è un fiume in piena. Prima Sgorbini, che finalizza la maul avanzante; poi ancora Ostuni Minuzzi, poi Madia servita perfettamente da Sillari. Sull’onda dell’entusiasmo arriva forse la meta più bella. Muzzo si fa strada sulla sinistra, viene placcata ma non perde la coordinazione riuscendo a rialzarsi; dopo un’ ulteriore ruck la palla giunge a Stevanin che effettua un lungo calcio-passaggio dalla parte opposta, raccolto dopo il rimbalzo da Alyssa D’Incà che appoggia in meta. La seguente segnatura di consolazione gallese non scalfisce la festa azzurra. Madia è nominata meritatamente player of the match. Ma quanti km ha percorso e guadagnato Sgorbini? E quanti passaggi dal timing perfetto ha fatto Sillari (seppur non impeccabile nelle trasformazioni)? E quanti spunti vincenti da Alyssa D’Incà e Granzotto (giallo a parte)? Possiamo concludere che è stata una maiuscola prestazione di squadra che ci rende orgogliosi.

Che la passione encomiabile di queste ragazze possa far crescere sempre più il movimento femminile, contagiando lo stivale a tutte le latitudini. E soprattutto offrendo le giuste opportunità di crescita a quelle realtà (come quella siciliana) che soffrono carenze socioeconomiche e strutturali molto gravi.

A vincere il torneo è ancora una volta l’Inghilterra, capace di imporsi senza patemi anche in Francia.  

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