Una Birra con Ciccio al Lucernaio / Speciale Sei Nazioni – 5

Ciccio, siamo all’ultima birra di questo Sei Nazioni. Ma che giornata è stata quella di oggi?
Una giornata da Sei Nazioni vero: piena di tensione, calcoli, speranze e partite che cambiano direzione nel giro di pochi minuti. Quelle giornate in cui fino all’ultimo non sai se stai guardando la storia o solo l’ennesima sorpresa del torneo.

Alla fine, in modo un po’ rocambolesco, la Francia ha battuto una rediviva Inghilterra e ha fatto suo il torneo. Meritatamente?
Sì, meritatamente. La Francia è stata la squadra con il picco più alto di tutto il torneo. Non sempre è stata perfetta, ma quando ha alzato il livello ha dato l’impressione di avere qualcosa in più di tutti. Ha qualità, profondità e una fisicità che nel lungo periodo ha fatto la differenza.

Vuoi dire qualcosa riguardo alla scelta cromatica delle magliette francesi?
Diciamo che il blu della Francia è uno di quei simboli che non andrebbero toccati troppo. Quando lo cambi, anche solo un po’, c’è sempre un motivo. In questo caso si festeggiavano i 120 anni dal primo incontro con l’Inghilterra. È vero comunque che le due squadre si distinguevano poco e che quanto meno gli inglesi avrebbero potuto indossare la loro seconda maglia.

E adesso torniamo all’inizio: Irlanda e Scozia nel pomeriggio si giocavano il diritto alla nomina di “antifrancia”. Chi vinceva, fino alle 23, poteva coltivare il sogno di vincere il Sei Nazioni. Alla fine ha vinto l’Irlanda. Con merito?
Sì. Non è stata una partita spettacolare, ma l’Irlanda ha fatto quello che sa fare meglio: controllare la partita, limitare gli errori e colpire nei momenti giusti. Non sempre entusiasma, ma è una squadra tremendamente efficace.

Della Scozia che mi dici? La sconfitta con l’Italia, alla prima giornata, sembrava l’avesse condannata a un torneo di sofferenza e invece oggi poteva sperare di vincere il suo primo Sei Nazioni. A me però, almeno quella di oggi, è sembrata una Scozia in tono minore, praticamente non è stata mai in partita.
Anch’io ho avuto quella sensazione. Finora la Scozia aveva impressionato per la cattiveria nei punti di incontro e per un ritmo di gioco quasi esasperato, capace di mettere in difficoltà chiunque. Contro l’Irlanda invece è sembrata una lontana parente di quella squadra. Meno aggressiva, meno veloce, meno presente nei momenti chiave. Probabilmente è anche il segno che fisicamente hanno giocato un torneo al limite delle loro possibilità, forse anche oltre. Quando arrivi all’ultima partita con quel dispendio di energie, il conto prima o poi arriva.

E adesso veniamo a noi. Che Italia abbiamo visto di fronte a un Galles resuscitato?
Ho visto un’Italia un po’ appagata. Non pronta a giocare una partita in cui avrebbe vinto chi aveva più fame. E il Galles quella fame l’ha avuta. Gli azzurri sono sembrati meno intensi, meno cattivi nelle situazioni decisive. È un peccato, perché è vero che questo è stato probabilmente il miglior Sei Nazioni mai giocato dall’Italia, ma una vittoria contro il Galles — assolutamente alla portata — sarebbe stata il coronamento perfetto del torneo.

Ciccio, dimmi la verità: avevi sperato che l’Irlanda perdesse con la Scozia e che l’Italia, vincendo con il Galles, chiudesse al terzo posto, migliore piazzamento di sempre per gli azzurri di Quesada?
Certo che ci ho pensato. Sarebbe stato un finale bellissimo. Ma al di là dei sogni resta un dato: oggi l’Italia non entra più nel Sei Nazioni solo per partecipare. È una squadra che compete e che ormai viene presa sul serio da tutti.

Dai le pagelle alle squadre.

Francia: 9
Ha avuto il picco tecnico e fisico più alto del torneo e quando ha accelerato nessuno è riuscito davvero a starle dietro.

Irlanda: 8
Meno brillante rispetto agli anni migliori, ma sempre lucidissima e tremendamente efficace.

Scozia: 7
Ha fatto un torneo molto più importante di quanto si pensasse dopo la prima giornata. Però nel momento decisivo è sembrata arrivare un po’ scarica.

Italia: 7
Il miglior Sei Nazioni mai giocato dagli azzurri. Struttura, identità e competitività. Resta il rammarico per una partita con il Galles che poteva essere il coronamento perfetto.

Inghilterra: 4
Una squadra con talento e struttura, ma che ha dato l’impressione di aver perso il filo del torneo molto presto. Come ha fatto notare Eddie Jones, quando inizi a parlare troppo presto della partita decisiva con la Francia rischi di guardare troppo avanti e di perdere concentrazione sulle altre. Nel rugby basta poco perché la tensione mentale si sposti e il torneo ti sfugga di mano. E l’Inghilterra lo ha pagato caro.

Galles: 5,5
Ha chiuso male il torneo ma nell’ultima giornata ha almeno ritrovato orgoglio e fame.

E un giudizio sull’intero Sei Nazioni?
Un torneo molto aperto e meno scontato rispetto al passato. Le distanze si stanno accorciando e questo è il segnale più interessante.

Bene, siamo arrivati alla fine della Birra. Anche di questa che abbiamo bevuto. Che cosa c’era nel bicchiere?
ABBAZIA PROFANA – la birra del Lucernaio Pub. Una Belgian IPA da 6% che parte da una base belga di ispirazione monastica e poi rompe gli schemi con luppoli neozelandesi che portano profumi aromatici e un tocco tropicale. È speziata, intensa ma pericolosamente bevibile. In fondo è proprio questo lo spirito: partire da una tradizione sacra e darle un’anima un po’ più ribelle.

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