Torna il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese con visite a contributo libero in 780 luoghi in tutta Italia.
FAI Ragusa: “Così diamo vita all’articolo 9 della Costituzione”
La Delegazione Fai di Ragusa, capeggiata dall’Avvocato Gisella Scollo Pacetto, per le Giornate FAI di Primavera apre tre gioielli tra Ragusa, Comiso e Modica e precisamente: Villino Arezzo di Trifiletti, Castello dei Naselli d’Aragona e Chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore protagonisti della 34ª edizione. Visite guidate dagli studenti e presenza delle Guide LIS per una fruizione sempre più inclusiva.
«Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – si dedica da oltre cinquant’anni a tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese, dando attuazione concreta all’articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica a promuovere lo sviluppo della cultura e a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione» dichiara il Capo Delegazione FAI di Ragusa, Avv. Scollo Le Giornate FAI di Primavera, giunte quest’anno alla 34ª edizione, rappresentano uno dei più importanti appuntamenti nazionali di partecipazione e raccolta fondi: in tutta Italia vengono aperti al pubblico luoghi spesso poco conosciuti o normalmente chiusi, grazie all’impegno dei volontari e degli studenti Apprendisti Ciceroni. Le donazioni e le iscrizioni raccolte in queste giornate consentono alla Fondazione di restaurare, aprire e prendersi cura di beni culturali e paesaggistici su tutto il territorio.
Per la Delegazione FAI di Ragusa, le aperture previste per questa edizione sono tre. A Ragusa Ibla i visitatori potranno scoprire il Villino Arezzo di Trifiletti, una dimora affascinante, ricca di storia e memoria familiare, che aprirà straordinariamente le sue porte al pubblico. Le visite saranno condotte dagli Apprendisti Ciceroni degli Istituti “F. Crispi – Vetri”, “Quasimodo – Ventre” e “M. Schininà”.
A Comiso protagonista sarà il Castello dei Naselli d’Aragona, luogo simbolico per la storia della città, che verrà raccontato dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Giosuè Carducci”.
A Modica sarà aperta la Chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore, un piccolo gioiello medievale riconosciuto come Luogo del Cuore del FAI, il cui restauro è stato reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione. Ad accompagnare i visitatori saranno gli studenti del Liceo Linguistico Istituto d’Istruzione Superiore Statale “ Giovanni Verga” e dell’Istituto Comprensivo “Santa Marta – E. Ciaceri” di Modica.
Le visite saranno arricchite dalla presenza delle Guide LIS dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Ragusa, che offriranno un importante servizio di mediazione linguistica e culturale in Lingua dei Segni Italiana, rendendo l’esperienza più accessibile e inclusiva. «Per il FAI – sottolinea l’Avv. Scollo – si tratta di un passo significativo verso una fruizione sempre più inclusiva del patrimonio, in linea con l’idea di un bene culturale davvero aperto a tutti». La Chiesetta di San Nicolò Inferiore rappresenta un esempio concreto dell’azione del FAI sul territorio. Si tratta di una chiesa medievale, probabilmente tra le più antiche della città di Modica, scoperta nel 1987 grazie al racconto di alcuni ragazzini che giocavano nei pressi di una grotta in via Grimaldi e all’intuizione di Duccio Belgiorno, che riconobbe il valore degli affreschi emersi sulle pareti. L’ambiente, di circa 45 metri quadrati, custodisce un ciclo pittorico di stile bizantino di straordinario
interesse: al centro della parete frontale troneggia il Cristo Pantocratore, l’Onnipotente, racchiuso in una grande mandorla e circondato da angeli. Grazie al restauro curato e finanziato dal FAI, la Chiesetta è stata restituita alla cittadinanza ed è oggi un autentico gioiello non solo per Modica, ma
per tutta la Sicilia.
«Partecipare alle Giornate FAI di Primavera – conclude la Capo Delegazione, Avv. Gisella Scollo – significa non soltanto visitare luoghi straordinari, ma contribuire in modo concreto alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio comune, affinché possa essere trasmesso alle generazioni future».

