Una Birra con Ciccio al Lucernaio / Speciale Sei Nazioni – 2

Ciccio, questo secondo turno del Sei Nazioni si è chiuso dando qualche verdetto, quindi anche a noi spetta dare un verdetto: che birra beviamo?
Beviamo The Squeezed Revenge, collab tra i birrifici BOIA e WILD RACCOON. Una tripel non convenzionale da 8% che ti attira con la dolcezza belga e poi ti colpisce con il morso infuocato del peperoncino. Ti seduce, ti tranquillizza… e quando pensi di averla capita ti lascia il segno. Un po’ come questo Sei Nazioni: partite che sembrano sotto controllo e poi cambiano ritmo all’improvviso. Se abbassi la guardia, ti presenta il conto.

E adesso iniziamo con il rugby giocato. Sabato abbiamo visto una bella Italia, che ha giocato alla pari con l’Irlanda, almeno per tre quarti di partita
Sì, ed è la conferma del lavoro di Quesada. L’Italia oggi ha un’identità chiara: sa dove stare in campo, sa che ritmo tenere, difende con ordine e non si scompone. Giocare 60 minuti alla pari con l’Irlanda non è casuale, è struttura. E la struttura non nasce in una settimana.

Poi però sono entrati Gibson-Park e Crowley e la partita è cambiata
È cambiata perché in quei ruoli si decide il ritmo di una partita. Gibson-Park gioca mezzo secondo prima degli altri, e a questi livelli mezzo secondo è tutto. Crowley entra e mette ordine, sceglie sempre la soluzione più giusta, non la più bella. Lì si è vista la differenza di profondità: l’Irlanda può permettersi di alzare il livello dalla panchina, noi per ora dobbiamo mantenerlo. E nel Sei Nazioni i dettagli pesano tantissimo.

Nella seconda partita di sabato la Scozia ha battuto inaspettatamente l’Inghilterra. È stato un risultato veramente inaspettato? E quanto ha influito giocare per un quarto di partita con l’uomo in più?
Inaspettato fino a un certo punto. La Scozia è una squadra che se trova ritmo e fiducia può battere chiunque. E nella scorsa birra avevo detto che sarebbe stata la squadra capace di decidere chi vince il Sei Nazioni: direi che ha iniziato a farlo. L’uomo in più ha inciso, certo: quindici minuti in superiorità a questi livelli si sentono. Ma la Scozia ha meritato perché ha avuto più coraggio nelle scelte. L’Inghilterra è sembrata più prudente, quasi timorosa di perdere. E quando giochi per non perdere, spesso finisci per perdere davvero.

Pomeriggio la Francia ha avuto vita facile con il Galles.
La Francia quando accelera sembra giocare un altro sport. Organizzazione tattica, cattiveria agonistica, pulizia tecnica nei punti d’incontro: è una squadra che ti schiaccia senza sembrare forzata. Il Galles oggi è fragile, e contro una Francia così la differenza diventa evidente.

Dopo questa seconda giornata la Francia ha già messo le mani sul torneo?
Ha messo le mani sul volante, non ancora sulla coppa. È la squadra con il picco più alto, ma il Sei Nazioni si vince anche nelle partite sporche. Se mantiene questa continuità emotiva, resta la favorita.

E c’è anche una squadra candidata a portarsi a casa il cucchiaio di legno…
Oggi il Galles è quella più in difficoltà. Non è solo una questione tecnica, è una questione di fiducia e identità. E quando perdi tante partite di fila, ogni errore pesa il doppio.

Delle quattro restanti, chi ti ha impressionato di più?
La Scozia. Perché ha personalità. Non è perfetta, ma non si nasconde nei momenti chiave. E nel Sei Nazioni la personalità conta quasi quanto il talento.

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