Accogliamo lo sfogo di N.T., cittadina “ogninese”, quartiere di Catania, contro l’ingiusto abusivismo da parte di privati del piccolo molo di ponente del quartiere Ognina.
Gentilissimi lettori, sono una cittadina catanese che ama la propria città e che da sempre si interessa dei problemi riguardanti, non solo il proprio quartiere, ma l’intera città. Ho sempre scritto alle amministrazioni pubbliche di competenza per qualsiasi problema inerente Catania, ma come è ormai acclarato, nessuna amministrazione ha mai dato risposte esaustive ma solo belle parole e nulla di concreto.
Pertanto stavolta ho deciso di rivolgermi a voi cittadini invitandovi ad essere parte attiva sia per gli elogi ma sopratutto per le proteste. Come sapete si è celebrata ad Ognina la festa di Maria SS Bambina con la ormai storica processione al mare svoltasi nel migliore dei modi e senza incidenti, come sempre del resto. L’unica pecca che si è riscontrata è che ancora il piccolo Molo di ponente è rimasto chiuso, transennato reso non accessibile al pubblico che era al seguito del simulacro della Madonna, da privati che non hanno nessun diritto di proprietà. Una grande offesa per i cittadini e per il popolo ogninese che nei mesi scorsi hanno organizzato, insieme a diversi enti pubblici, tante manifestazioni di protesta contro questi abusi perché il mare è di tutti.
Sono stati sollecitati anche le amministrazioni comunali pubbliche in difesa di un borgo ricco di storia risalente al quarto secolo A.C.
È stato sollecitato in difesa del borgo anche l’intervento del primo cittadino pensando di aver eletto il custode della città, ma ci siamo ritrovati un amministratore che se n’è lavato le mani come “PONZIO PILATO”.
Che grande delusione per la città di Catania che giorno dopo giorno scende nel degrado e nell’incuria.
Catania vanta una storia millenaria per cui merita molto di più. Ecco perché mi sono rivolta a voi lettori: se amiamo la nostra città impariamo a protestare per iscritto, con il passaparola, attraverso i social con qualunque altro mezzo a nostra disposizione. Dobbiamo ribellarci all’immobilismo e all’indifferenza.
N.T.

