L’arte fotografica vista dall’originale obiettivo di Marco Manna

Chi è Marco Manna?

Marco Manna è un foto-amatore non – fotografo, stravagante, originale, fuori gli schemi ma con infinita sensibilità.

Cos’è la fotografia per lei?

La fotografia per me è una forma di esprimere le mie emozioni da un punta di vista trasversale.

Di recente, autofinanziati, ha fatto stampare due raccolte fotografiche di pregiato valore artistico: “Foto bizzarre” e “People”. Qual è il messaggio più immediato che intende far cogliere a chi ha l’onore ed il piacere di visionarle?

Ho pubblicato i due libri per una soddisfazione personale. Sono stati visionati e apprezzati da molti. Per quanto concerne l’interesse, rimane tutto sospeso.

I colori riescono a trasmettere emozioni? Quale colore le da più sensazioni visive ed evocative?

I colori che amo catturare sono quelli dei tramonti sul mare e i colori dei volatili. In genere preferisco il bianco e nero.

Oggi la fotografia si è ridotta ad un “mordi e fuggi” tecnologico attraverso i-phone e smartphone. Cosa ne pensa? La vecchia macchina fotografica può dirsi finita?

Per me, fatti con i cellulari, sono scatti e non foto. Con la macchina fotografica decidi l’apertura dell’obiettivo e il tempo di esposizione. Con i cellulari premi un tasto e il gioco è fatto. La fotografia è una forma d’ arte e non uno scatto mordi e fuggi.

Quando si può parlare di “obiettivo poetico”?

Si può parlare di foto poetica quando in un istante cogli attimi di vita che altri non riescono a cogliere. Spesso la mia foto nasce prima nel mio cervello e, se vedo che può rendere, realizzo lo scatto.

Le sue foto bizzarre, spesso, hanno un protagonista d’eccellenza: Marco Manna. Perché? Ci racconta qualche aneddoto simpatico avvenuto in uno dei suoi scatti?

Il mostrarmi nelle mie foto bizzarre è dovuto al fatto che essendo un non – fotografo, gioco con la mia figura particolare, che definisco “particolare”. Di aneddoti ne potrei raccontare tanti e, per non fare torto a nessuno, meglio far parlare solamente i miei scatti. Loro raccontano tantissimo della mia vita.

Quali emozioni ha vissuto quando ha visto scorrere in tv, su “Striscia la notizia” alcuni dei suoi originali scatti?

Vedere scorrere le foto mi ha emozionato ma tutto è finito lì. Per me ogni cosa ha breve durata e non sono uno che sogna ad occhi aperti.

Colore o bianco e nero?

Amo il bianco e nero mi affascina di più. Per me la foto nasce in bianco e nero anche nel mio cervello. Se scatto a colori penso in bianco e nero.

Che valore ha oggi la “camera oscura”?

Anche se la camera oscura per molti è stata messa da parte, per me rappresenta la vera essenza di un fotografo.

Volti, paesaggi, scene di vita: qual’ è l’ambientazione che sente più vicino al suo modo di essere?

Gli elementi che scelgo sono dovuti al momento; guardo qualcosa che ad altri sfugge e allora realizzo la fotografia.

Le donne nei suoi scatti: quale qualità principale deve saltare agli occhi?

Nelle mie foto le donne devono avere particolari che altri non riescono a fare venire alla luce.

Lei ama fotografare i cosiddetti “ultimi”, gli “emarginati”, i “senzatetto”: sente che questi scatti hanno il potere di scuotere, in un certo senso, coscienze sopite ed indifferenti?

Amo immortalare le persone del sottosuolo perché, anche se sono al margine delle nostre vite, le incrociamo. Aprono la mente e ci fanno vedere realtà che a noi sembrano scontate. Non tutti possono permettersi gli agi che noi spesso snobbiamo.

Si è mai ispirato, per qualche scatto, a qualcuno dei grandi fotografi del passato?

Per le mie foto prendo ispirazione da Henry Cartier Bresson, Ferdinando Scianna Helmut Newton. Spesso rendo omaggio anche a Buster Keaton, Laurel & Hardy, Charlie Chaplin, Harold Lloyd.

A lei piace definirsi un “foto amatore”: qual è la differenza sostanziale tra fotografo e foto amatore?

Mi definisco un non – fotografo perché non ho mai seguito corsi di fotografia. La differenza tra un fotografo e il foto – amatore è che uno ha disciplina, l’ altro è indisciplinato.

Sarebbe interessato un giorno, alla pubblicazione delle sue opere?

Potrei essere interessato a pubblicare dei libri ma non so se molti poi siano propensi ad acquistarli. L’essere umano non riesce più a capire la bellezza dell’arte e decanta opere senza alcuna anima e spirito di ricerca.

E noi speriamo e l’aspettiamo comunque in libreria…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *