L’été s’écoule dicono i francesi. E fuori da ogni falsa assonanza col nostro bel dialetto siciliano la frase significa: l’estate passa. In effetti, nell’intero suo corso, essa ha visto i rifiuti della Meloni di sottoporsi alle sacrosante domande dei giornalisti che pensano esista ancora la libertà di stampa. Ѐ continuata con le sparate di Salvini (non importa se sul costruendo Ponte, sulla guerra in Ucraina, sulla flottiglia pro Palestina) il quale seguendo sempre lo stesso copione, prima dichiara essere magari buona la tesi degli altri, ma poi ribalta tutto esprimendo la sua e definendola l’unica giusta e ammissibile. Ѐ giunta a maturazione con il Ministro degli Esteri Tajani che, pover’uomo, retto e pieno di senno com’è, non sa più come barcamenarsi tra le fughe in avanti di Salvini a favore di Putin e quelle della Presidente del Consiglio forsennatamente aggrappata al cocchio di Trump. E poi ancora, nell’intero suo scorrere, i poveri italiani non ci hanno capito più nulla tra le dichiarazioni del cognato della Meloni, Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, che non perde occasione per dire come l’Italia abbia finalmente sconfitto la povertà incrementando le assunzioni dei disoccupati e dei senza lavoro, e quelle della Segretaria del PD che parla di lavori precarissimi estivi e sottopagati per i giovani e dei milioni di euro dirottati dalla Sanità per acquistare armi americane pagate con valuta europea, per usarle in difesa dei territori ucraini contro gli invasori russi (tutto ciò, mentre Trump cercava di convincere Putin alla pace!). E, continuando, questa nostra povera estate ha visto il leitmotiv, ahimé giornaliero, dei morti caduti o ammazzati sul lavoro, gli sbarchi sì per motivi umanitari e gli sbarchi no per motivi di ordine pubblico, la normale routine (che orrore!) delle donne morte ammazzate per la violenza dei loro maschi. E infine (ma non si finirebbe mai), lo scandalo delle foto delle donne nude pubblicate dai loro mariti, compagni, fidanzati, amici, tanto emancipati e innamorati da voler condividere pubblicamente, almeno visivamente, le loro intimità e la loro bellezza fisica. Per chiudere, come non citare il continuo stillicidio delle notizie metereologiche, parossisticamente rendicontate col solo scopo di fare notizia, anche a costo di turbare la tranquillità di tutti: caldo e incendi, uragani e frane, allagamenti e incendi, smottamenti e lavine, annegamenti e insolazioni, e chi più ne ha, più ne metta!
Insomma, una bella estate. Per fortuna, qu’elle s’est écoulé. Ma, attenzione, arriva l’autunno!
Tullio Sammito
L’estate del nostro scontento
