Sosteniamo i ragazzi della Global Sumud Flotilla

Ho conosciuto Dario Crippa alcune settimane fa, qualche giorno prima della sua partenza con la Global Sumud Flotilla alla volta di Gaza. I suoi occhi da venticinquenne innamorato della vita avevano un’ombra di tensione e di preoccupazione per i pericoli di questa esperienza. Quegli occhi ci hanno fatto riflettere sul vero humus di questa spedizione, fatta non da esaltati estremisti o da sprovveduti in cerca di avventura ma da persone semplici che si sono poste questo interrogativo: di fronte al massacro di Gaza, di fronte al silenzio complice e all’apatia dei governi, cosa posso fare io? Ci provo, non possono ammazzarci
o imprigionarci tutti. In qualche modo cerco di fare qualcosa.
Dario ci ha proposto il film documentario che ripercorre la sua grande impresa dello scorso anno: in bicicletta dall’Olanda (nazione in cui vive) attraverso i Balcani, Bulgaria, Turchia, Afghanistan, Tajikistan, Kyrgyzistan, Iran, Iraq, Cina (15 nazioni in tutto). Un’esperienza fatta di incontri, di vita vissuta personalmente percorrendo i luoghi senza il filtro di pregiudizi e sentito dire. Emozionante in particolare il racconto fattoci dal vivo sull’enormità della cultura iraniana. Il coraggio delle ragazze, la cultura delle donne di ogni età. A lui capitò di incontrare un’anziana al mercato; la quale, seduta stante, gli recitò una poesia del 300. Storie, terra da calpestare, occhi, solidarietà, incontri, braccia tese nella spontaneità di un abbraccio, stelle da guardare con occhi liberi, limpidi, puliti, assetati di verità scoperta attraverso la propria mente libera. Con lo stesso spirito Dario si è imbarcato sulla Flotilla. Semplicemente perché non gli risulta accettabile guardare passivamente e inerte le follie del genere umano (e in questo caso di Israele, colpevole oltre ogni limite di ignorare qualsiasi forma di legalità e diritto internazionale).
Dario si trova attualmente nelle mani degli agenti israeliani e non sappiamo se verrà rimpatriato oppure se rimarrà nelle loro celle. È colpevole di umanità. Se esiste il reato di umanità è senz’altro colpevole. Gli ho promesso che avrei provato a fare qualcosa se ci fosse stato questo prevedibile epilogo. Ho scritto all’unità di crisi ed al Ministro Crosetto.
Chiedo cortesemente a chi ha letto queste righe di fare lo stesso (unita.crisi@esteri.it ).
Chi volesse guardare il bellissimo documentario di Dario Crippa:
https://www.youtube.com/watch?v=Ma7AfVbtg8g&t=13s
Chi volesse contribuire a sostenere la martoriata popolazione di Gaza può fare un’offerta al CESVI. Sul periodico “Cooperando” ci sono i risultati tangibili dell’ultimo anno: acqua potabile per 90mila sfollati in 70 accampamenti; 93 latrine in metallo; 100 cisterne che hanno raggiunto oltre 63mila persone; kit igienico-sanitari per 23mila persone; razioni alimentari per 3500 persone e molto altro ancora. Certo, nelle condizioni attuali è tutto molto difficile ma questi risultati sono una goccia di speranza.
“Dopo 9mila km, dopo 149 giorni di viaggio, dopo essere stato accolto da infiniti sorrisi di benvenuto e doni, dopo aver visto per la prima volta la guerra, dopo aver visto per la prima volta la rivoluzione (*delle donne iraniane ndr), dopo aver mangiato alla tavola di 26 etnie, dopo aver recitato la preghiera di 8 religioni prima del pasto, dopo aver attraversato 15 Paesi, dopo essermi immerso nell’acqua calda della gentilezza di chi non ha paura di condividere ciò che ha con uno sconosciuto, in un pomeriggio nuvoloso, alle 6:32 ora di Pechino, sono arrivato in Cina” (Dario Crippa)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *