Si è conclusa il 29 luglio, la prima personale di Giovanni Bellio, inaugurata presso l’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla il 19 luglio. Una mostra di ampio respiro, in cui le tele dell’autore hanno calamitato l’attenzione per la loro autenticità, purezza e sobria rappresentazione delle figure umane. “Tra le righe”, questo il titolo dato alla personale, spinge a scavare nel profondo, a leggere oltre gli sguardi per trovare una parte di noi stessi in quelle figure che sembrano sbucare dalle tele e unirsi ai visitatori. Giovanni Bellio, ragusano e figlio d’arte, si è formato da autodidatta utilizzando la spatola e pochi colori la cui densità determina la tridimensionalità dell’immagine. Negli ultimi anni aveva già esposto alcuni suoi quadri in collettive organizzate all’interno del territorio ibleo.
Le opere di Giovanni Bellio si incardinano nella ricerca di uno stile contemporaneo capace di esprimere l’interiorità dell’immagine ritratta. La tela diviene il semplice supporto da cui sbucano volti che si appropriano dello spazio lasciando, volontariamente, il resto incompiuto o solo accennato in un’apparente staticità in cui lo sguardo, a volte sfuggente, si fa catarsi dell’attimo di chi guarda. L’umanità, raffigurata nella sua dimensione essenziale, annulla, quasi del tutto, il corpo se non in casi eccezionali, quando l’espressività corporea si traduce in arricchimento dialogante attraverso l’abbandono. La spatola plasma, a volte con enfasi, apparentemente casuale, a volte con meticolosa perizia, l’acrilico conferendo tridimensionalità all’opera. Pur nella basica e scarna scala cromatica utilizzata, Giovanni Bellio riesce a catturare gli elementi dominanti da lui ritratti per restituirne un moderno paradigma stilistico capace di conquistare un posto importante nel panorama pittorico.
Curatrice della mostra, nonché del catalogo, la Dott.ssa Ludovica Arcieri, Laureata in Storia dell’Arte, mentre le foto contenute nel catalogo sono di Antonella Vindigni, coniuge dell’artista.




