“PERCORSI DI VITA”: A PALAZZO FIDONE L’ULTIMA RACCOLTA POETICA DI MARIALUISA OCCHIONE

Sabato 22 marzo Palazzo Fidone a Comiso ha ospitato la presentazione del libro di Marialuisa Occhione. Una raccolta di poesie edita da Aletti, con la prefazione di Alessandro Quasimodo. Un incontro in cui la parte più interiore e sensibile dell’autrice è emersa attraverso i suoi testi decisi ma intrisi di una forte sensibilità che sa cogliere i dettagli e le sfumature. Pur avendo esercitato l’attività medica, con specializzazione in oftalmologia, la Occhione ha continuato ad alimentare personalmente la sua formazione classica di base per farne uscire, nel tempo, poemetti dalla musicalità cadenzata ed efficace. “Percorsi di Vita” è un itinerario che abbraccia il presente, il passato e il futuro. L’autrice, come se avesse fra le mani una macchina fotografica, zooma all’interno dei pensieri, della società, delle persone, cogliendo l’essenzialità dei fatti che desidera far emergere. Si sofferma sui ricordi dell’infanzia, come in “Casolare di campagna”, dove il ricordo del passato si fa memoria e nostalgia del tempo che scorre lento e trasforma le cose ma non la bellezza del vissuto. Non mancano i riferimenti alla sua città d’origine, Comiso, e al suo cuore pulsante, Piazza Fonte Diana, già attenzionata nella prefazione di Alessandro Quasimodo che le riserva il posto d’onore. I “Muri a secco”, che incorniciano la campagna iblea, sono la cornice di un tempo che si fonde tra passato e presente, così come sono stati celebrati da altri poeti iblei. Ma la Occhione vive anche il presente, fatto di drammi sociali: i clochard che la inquietano e le pongono degli interrogativi; i femminicidi, di cui parla ispirandosi a vicende reali; la guerra, che mette in pericolo il futuro di tutti. A tenere uniti i quaranta testi, l’amore sotto le sue molteplici forme, non ultimo l’amore della vita, l’uomo che ha sposato molti anni or sono e a cui dedica alcune parole che sanno di un amore maturo pronto ad affrontare la quotidianità in modo nuovo. Originale la sua poetica in versi liberi, sciolti da ingabbiamenti e metriche classiche, ma che hanno la musicalità di chi sa dire, utilizzando il giusto ritmo. Alcuni degli incipit profumano di Haiku, versi giapponesi che seguono la regola sillabica del cinque-sette-cinque, ai quali la Occhione inconsapevolmente si è avvicinata, dando qualità maggiore alle tematiche trattate. La copertina del libro è un dipinto di Marcello Nativo, coniuge di Marialuisa Occhione. A leggere alcune liriche, Sandra Frasca e la stessa autrice. Presente l’Assessore Giusy Cubisino che ha portato i saluti del Sindaco e dell’amministrazione comunale di Comiso.

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