PRESSO L’I.C. “SCIASCIA” DI SCOGLITTI SI RINNOVA LA CENA DI SAN GIUSEPPE

L’istituto Comprensivo Leonardo Sciascia di Scoglitti mercoledì 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, ha organizzato una grande tavolata dedicata al Santo. Come da diversi anni oramai, i genitori degli studenti mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per preparare questo capolavoro di devozione e folklore. La Cena di San Giuseppe, addobbata e contenente tutti gli elementi, così come vuole la tradizione, è diventata un impegno fisso a cui nessuno vuole rinunciare. A spiegarne l’origine, la struttura e le pietanze contenute, alcune ragazze della scuola media che, con grande professionalità hanno saputo intrattenere gli ospiti. Tutti gli alunni dell’Istituto, a partire dai piccoli della scuola dell’infanzia, nonché i docenti, collaboratori scolastici e amministrativi hanno potuto visitarla e seguirne i vari momenti che accompagnano i tre Santi, San Giuseppe, la Madonna e Gesù, che arrivano, secondo un antico rito e vengono accolti dal padrone di casa, nella circostanza il Dirigente scolastico, che li fa entrare e, dopo il lavaggio delle mani, li invita a prendere posto e consumare il cibo offerto. A porgere i saluti dell’amministrazione comunale di Vittoria, l’Assessora all’istruzione Francesca Corbino. Non è voluta mancare a questo importante momento, neppure il Provveditore agli studi della provincia di Ragusa, Prof.ssa Daniela Mercante, che si è così espressa per l’occasione “Un’emozione grandissima è quella di vedere che una scuola come questa, da anni, prepara e realizza una tavolata per San Giuseppe. Io vivo Scoglitti da cittadina e quindi mi emoziona particolarmente trovare e vivere questa esperienza che si fonda su un’alleanza fitta fitta con i genitori, prima di tutto, perché la tradizione è rispettata e voluta fortemente dalle mamme e dai papà della comunità scolastica. L’Istituto comprensivo Sciascia è una comunità scolastica che si è sempre distinta proprio in ragione di questa fitta alleanza; d’altronde nei territori piccoli, la scuola è prima di tutto presidio di legalità e questa scuola continua, appunto, a mantenere non solo la tradizione nel rispetto dell’identità di appartenenza ai luoghi ma si apre a un fortissimo processo di inclusione. Mi è piaciuto sentire recitare la formula di accoglienza dell’arrivo dei Santi, in siciliano, anche da una studentessa etiope e questo è un tratto distintivo per cui ho provato una grande emozione. Davvero gioia nel poter appurare come la scuola costruisca questo ponte significativo tra innovazione e modernità, ma anche nel rispetto delle tradizioni dei territori di appartenenza”.

La Dirigente scolastica, Prof.ssa Maria Di Guardo, per l’occasione, ha risposto volentieri alle domande di alcune studentesse.

D: Quando era piccola seguiva qualche usanza per San Giuseppe?

R: Nella mia città, Catania dove sono nata, si festeggia San Giuseppe ma non con la tavola. L’usanza che abbiamo è quella di fare dei dolci con il riso che si chiamano crispelle. Il riso, comunque, torna anche nella tavola di San Giuseppe come simbolo di prosperità. Le crispelle sono dei dolci della tradizione contadina fatti con il riso e fritti. Poi vengono irrorati col succo d’arancia oppure col miele o con lo zucchero a velo.

D: Com’è nata la festa di San Giuseppe?

R: La festa di San Giuseppe è una tradizione antichissima. San Giuseppe faceva il falegname, uno dei mestieri più antichi che esistono al mondo, per cui, secondo me, è legato ai mestieri e alla vita della gente del popolo. San Giuseppe è un Santo molto amato perché è buono, mite.  Ha accettato il mistero del fatto che l’arcangelo Gabriele disse alla Madonna, la sua fidanzata: “Tu avrai un bambino e questo bambino sarà Gesù”. E lui non fu geloso, ha accettato questa paternità nel mistero sacro del fatto che Dio si incarna e assume un corpo umano e nasce come tutti i bambini.

D: Cosa pensa della tavolata di San Giuseppe e di tutta l’atmosfera che ogni anno si celebra?

R: Per me è la prima volta che vedo la tavola di San Giuseppe, però l’avevo immaginata. Io sono abituata a immaginare le cose prima di vederle effettivamente. In questa tavola c’è una sacralità molto forte perché vedo che tutti si avvicinano in silenzio. Il silenzio è già simbolo, un rispetto nei confronti del Santo. Poi, bambini, dovete sapere che io la statua di San Giuseppe, che è sulla tavola, ce l’ho tutti i giorni in presidenza. Quella statua è la prima cosa che vedo quando entro in presidenza. Non è vicina a me essendo custodita bene, però la vedo e ho un rapporto quotidiano con questa statua. La cosa che mi è piaciuta di più della tavola è l’insieme della cultura contadina con quella marinara, perché a Scoglitti ci sono i contadini e i pescatori. Oggi i bambini e i ragazzi che crescono non vogliono più lavorare né in campagna né fare il pescatore ed è un peccato perché queste sono le nostre radici.

D: Cosa pensa di queste tavole di San Giuseppe e per quale motivo si preparano nelle scuole?

R: Secondo me, il fatto che si prepari la tavola di San Giuseppe proprio a scuola è importante perché si ricordano gli antichi mestieri e le radici storiche del territorio di Scoglitti e di Vittoria, quindi, il fatto di avere le serre da cui provengono i cesti con tutte le verdure e le primizie: i pomodori le melanzane i peperoni. Anche il fatto di avere il mare, quindi l’idea è quella di far conoscere a scuola questi antichi mestieri che vanno rivalutati perché siamo in un momento in cui parliamo di sostenibilità. Il nostro pianeta è a rischio perché c’è l’inquinamento e questo inquinamento è prodotto dall’uomo che ha modificato l’ambiente. Ha realizzato le industrie laddove non c’erano, ha distrutto i terreni per fabbricare e tanto altro, quindi, noi dobbiamo cercare di riscoprire il rapporto con la natura, con la terra, col mare, con i lavori di una volta, i mestieri antichi di allora.

D: Qual è il cibo di San Giuseppe che le piace di più?

R: Di quello che ho visto sulla tavola, quello che mi piace più di tutti è un cibo di origine araba: la cassata con la ricotta. Però, ho visto con piacere che sulla tavola ci sono anche le arancine di riso e anche quelle sono buone. Quindi, direi, mi piacciono a pari merito.

Intervista a cura delle studentesse della 5 A dell’Istituto Comprensivo “L. Sciascia” di Scoglitti, Plesso Campanella di Vittoria: Miriam Salerno, Sharon Petralia, Elisa Di Blasi, Greta Naselli e Sofia Iabichella.

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