L’ultima giornata del Sei Nazioni

Il venerdì l’Italia under 20 ci regala una gioia sotto la pioggia abbondante di Treviso, battendo per la prima volta nella storia i pari età irlandesi 15-12. Le basi della vittoria vengono costruite nella prima parte del primo tempo. Dominanti in touche e mischia i ragazzi impongono un ritmo forsennato alla partita e, nonostante un giallo a Corvasce, distanziano gli avversari grazie ad un piazzato di Celi e alle mete di Drago e Caiolo-Serra. A quel punto però sembra spegnersi la luce, per lo meno in attacco. Facciamo tanta fatica subendo il ritorno dell’Irlanda. Decidiamo di non contestare più le touche (e non si capisce perché, vista la grande efficacia dimostrata in questo fondamentale nel 1° tempo, compresa l’azione della meta di Drago). Fatto sta che gli irlandesi segnano 12 punti e sembrano poterci sorpassare da un momento all’altro ma riusciamo diverse volte a salvare la situazione all’ultimo istante. È proprio questa la caratteristica che sottolineerei di più nella nostra prestazione: la resistenza coraggiosa per tutto il 2° tempo. L’Italia chiude il torneo al 4° posto con 2 vittorie conseguite (in Scozia e con l’Irlanda) e 2 vittorie sfiorate (col Galles e in Inghilterra). Unica vera ombra la terribile batosta in casa contro la Francia (vincitrice del torneo). Alti e bassi ovviamente, com’è normale che sia in questa fascia di età. Ma ci siamo e siamo competitivi; e questo è certamente incoraggiante in vista dei prossimi mondiali di categoria, che si svolgeranno proprio in Italia in giugno/luglio 2025.   

Il super sabato che chiude il torneo delle nazionali maggiori inizia con Italia-Irlanda. Gli azzurri ci regalano una prestazione maiuscola sfiorando la vittoria. Ad arginare le nostre ambizioni infortuni a ripetizione (Lamb, Negri, Pege-Relo, Lorenzo Cannone) e tre sciocchezze gravissime che ci fanno giocare in inferiorità numerica per più di mezz’ora. Prima Lamaro fa un fallo professionale su Gibson-Park intercettando la palla in modo palesemente illegale; poi Vintcent fa un placcaggio alto testa contro testa e si prende il rosso; a tempo quasi scaduto Nicotera fa una pulizia inutile sul collo di un avversario. Mancanza di lucidità? Troppa irruenza? Quali che siano le ragioni questi gesti ci danneggiano tantissimo. Ma la nostra reazione è coraggiosissima e alla fine guadagniamo un punto di bonus difensivo contro i N° 3 del ranking mondiale. Ma andiamo con ordine.

I primi 20 minuti sono completamente a tinta azzurra. Gli irlandesi subiscono la nostra pressione che si concretizza al minuto 12 con una meta meravigliosa. Azione in velocità. Brex fa un lungo passaggio a Menoncello che rompe un doppio placcaggio e serve Garbisi, calcetto delizioso per l’accorrente Ioane che realizza in tuffo. Allan trasforma. Al 20° la meta di Bealham viene annullata per doppio movimento ma pochi minuti dopo è Keenan a marcare grazie ad un passaggio dai tempi perfetti di Crowley. Segue un piazzato di Allan, poi la già raccontata sciocchezza di Lamaro e arriva la meta di Sheehan dopo un’azione in drive. Crowley oggi è impreciso al piede, non trasforma ed il 1° tempo termina 10-12. Altra meta irlandese, sempre in drive, sempre con Sheehan e ancora senza trasformazione da parte di Crowley. Non facciamo in tempo a fare un sospiro di sollievo per la fine dei 10 minuti di Lamaro in panca puniti che Vintcent fa un testa contro testa che gli costa il rosso. Ancora meta irlandese ad opera di Keenan ma viene annullata per in avanti. Ci pensa ancora Sheehan, oggi player of the match, a segnare servito da un bel passaggio al volo di Hansen. Sembra finita ma Capuozzo ci fa rientrare in partita con un’invenzione delle sue. Slalom e calcio sui 22 avversari, il rimbalzo arriva all’accorrente Varney che schiaccia. Altra meta non convalidata agli irlandesi per un presunto sfioramento della linea di fallo laterale da parte di Lowe. L’episodio (dubbio) ci sorride e resistiamo con encomiabile coraggio, trovando ancora la forza per una sortita offensiva senza esito. Finisce 17-22. Una partita che suscita in noi emozioni contrastanti: orgoglio per il coraggio (Menoncello, Lucchesi, Paolo Garbisi, Joane, Capuozzo su tutti) e rammarico per l’indisciplina davvero ingenua che ci ha tarpato le ali in una giornata comunque memorabile. Pur con qualche passo indietro rispetto allo scorso torneo, riusciamo per la seconda volta di fila ad evitare il cucchiaio di legno, confermandoci squadra che non potrà mai avere probabilmente la profondità di rosa del danaroso e vastissimo movimento francese, ma che ha tutte le possibilità di competere e giocarsela con molti, se non con tutti.

Galles-Inghilterra è una partita senza storia. Il Galles di questo periodo, nonostante qualche passo avanti compiuto nelle ultime due giornate, è davvero poca cosa per impensierire la corazzata inglese, che ha ancora la possibilità di vincere il torneo. La prima segnatura è di Itoje, che si stacca dal raggruppamento trovando il buco giusto per schiacciare. Poi ci pensa Roebuck ad andare in meta nonostante l’opposizione di ben 3 avversari. La reazione gallese sta tutta in una meta annullata per fuorigioco ed un’altra segnata da Thomas lanciato brillantemente da Tomos Williams dopo vari pick and go. Le mete di Freeman, Cunningham-South e Stuart sono davvero troppo facili e mettono a nudo tutti i problemi di tenuta mentale dei dragoni di questi tempi. Nella ripresa il divario diventa umiliante. Una pioggia di mete travolge i padroni di casa. C’è gloria anche per il giovane subentrato Pollock, autore di 2 mete, servito a meraviglia da Ford in entrambe le occasioni. Risultato finale: 14-68.

Francia-Scozia è il capitolo finale del Six Nations 2025. Ci vorrebbe una grande Scozia per mettere in discussione un esito che appare scontato. E in effetti un ritrovato Russell guida nel 1° tempo la migliore formazione possibile (ad esclusione del solo Tuipulotu, assente per tutto il torneo) dando del filo da torcere ai padroni di casa. La pressione francese iniziale è spaventosa e porta ad un piazzato di Ramos, un cartellino giallo allo scozzese Ritchie e una splendida meta di Moefana servito ottimamente da Fickou. Ancora un piazzato di Ramos e la strada sembra in discesa per i transalpini. Ma al 22° Mauvaka si rende colpevole, a palla lontana, di una testata a White. Episodio punito col giallo ma che avrebbe meritato probabilmente il rosso (si valuta sempre la pericolosità del gesto. Ma la gratuità dove la mettiamo?). Russell trasforma la punizione: 10-3. Altra punizione di Ramos e poi, a partire dal 29°, la Scozia dà uno scossone alla partita. Prima Russell illumina per Darcy Graham che resiste agli impatti e schiaccia in meta, Russell trasforma. Ancora Russell dalla piazzola e ammonizione di Gros. Ramos, ancora su punizione, riporta in vantaggio i suoi. A fine 1° tempo Jordan concretizza una bellissima azione partita da una propulsione straordinaria di Kinghorn. La meta viene annullata perché lo stesso Kinghorn, durante la sua azione furoreggiante, ha toccato la linea di fallo laterale. Il 2° tempo inizia con una Scozia propositiva, che però al 4° minuto fa harakiri. Russell, contrastato da Fickou, esegue un sottomano sotto pressione, la palla viene intercettata da Ntamack che serve Bielle-Biarrey che corre in meta. A questo punto si vede un’altra Francia, libera dalla pressione. Punizione di Russell ma al 57° Ramos concretizza (meta più trasformazione) una serie di passaggi dopo un’azione efficace della mischia. La squadra di casa gioca ormai in scioltezza e sembra irrefrenabile nell’azione che porta Moefana alla quarta meta del bonus. Partita finita, torneo pure. Francia meritatamente vincitrice, sia in under 20 che con la nazionale maggiore, contrastata e battuta, in entrambi i tornei, solo dall’Inghilterra. È stato un 6 Nazioni degno delle attese. Appuntamento al prossimo anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *